"Dromeas", scultura di vetro di Kostas Varotsos, su Leoforos (Viale) Vasilissis  Sofias, intressato dagli interventi di riqualificazione.

Dietro il modernismo dell'hotel Hilton

Rigenerazioni a confronto

Cosenza chiama Atene

"In Atene larghe contrade"

Le strategie di riqualificazione della capitale

della Grecia partono da Omero e arrivano

al Kallimarmaro, lo stadio che nel 1896 ospitò

le prime olimpiadi dell’era moderna

di Alberto Cotrona* | 18 Maggio2020

Yorgos Seferis - poeta e premio Nobel per la Letteratura nel 1963 -  diceva che ovunque viaggiasse la Grecia lo feriva. Oggi, la cura greca all’ulteriore ferita economica e sociale dovuta alla pandemia, sommata a un decennio di austerità, si chiama (anche) cultura. Spazi pubblici della capitale saranno messi a disposizione gratuitamente, da luglio a ottobre, per concerti, teatro, danza, proiezioni video e altri tipi di performance, all’aperto e al chiuso, in contesti che soddisfino tutti i requisiti sanitari, fornendo parallelamente strutture e attrezzature necessarie alla realizzazione degli eventi: audio e luci, backline, roof stage, personale tecnico e di sorveglianza. “Il Comune percepisce la nuova situazione e si attiva con tutte le sue forze, mettendo a disposizione luoghi e risorse, al fine di promuovere la cultura contemporanea e di sostenere concretamente artisti e persone che lavorano nel settore”. È una nota del Comune di Atene, a cui si aggiungono le dichiarazioni del sindaco Kostas Bakogiannis - figlio quarantaduenne di Dora, ex ministra degli esteri e sindaca di Atene, sorella maggiore dell’attuale primo ministro Kyriakos Mitsotakis, figli, questi ultimi, di Konstantinos, ex primo ministro - che dal suo profilo facebook (13 maggio) evidenzia: “Cultura sono coloro che ci offrono cultura”, specificando che saranno messi a disposizione gratuitamente luoghi emblematici afferenti all’OPANDA (Organismo della Cultura, Sport e Gioventù del Comune di Atene), tra cui il palazzo del municipio e Technopolis, uno degli esempi più significativi di riqualificazione e rigenerazione urbana dell’Atene contemporanea.

 

Spazi ed edifici pubblici a titolo gratuito

Sorto per illuminare a gas la capitale greca nel 1857, chiuse definitivamente nel 1984, dal 1999 i suoi vecchi uffici, serbatoi e torrette accolgono festival, mostre, eventi e convegni di ogni tipo, ospitando Museo del Gas e Innovathens, incubatore di innovazione, creatività e imprenditorialità del Comune, sviluppato in partnership con Samsung. Siamo nell’Atene più evocativa possibile, l’acropoli in faccia, le tabelle stradali a sillabare nel ritrovato clangore del traffico: Via Sacra (Ierà Odòs) e Via Pireo (Pireòs). Un quartiere povero, operaio, di nessun interesse in passato per gli ateniesi che non vi lavorassero, tanto meno per i turisti. Dove ora sorge Technopolis, ricorda il giornalista Nikos Vatopoulos, esisteva un’Atene “iperrealista, primitiva, ininterrotta, immota, al di là del tempo”. Oggi, parallela a Technopolis, la Via Sacra ateniese, nata per le processioni dei misteri in onore di Demetra e Persefone, alla fine dei venti chilometri che la collegano con il santuario di Eleusi, corre veloce di giorno e intasata di notte, tra locali notturni con spettacoli fissi delle stelle del pop greco e il Lohan, nightclub della discussa (ex) diva di Hollywood Lindsay, rinata imprenditrice  tra Atene e Mykonos. In bilico come Persefone tra mondo sotterraneo e luce del sole, morte e rinascita, Atene comunque punta sull’arte: “Si rende conto della necessità per gli artisti di creatività e comunicazione, ma anche per i cittadini di "psicagogia”, è scritto nella nota, letteralmente “trasporto dell’anima”. Da vocabolario: il divertimento.

In tour 

nella nuova capitale

con Alberto Cotrona

 

La Grande Passeggiata di Atene

Atene ha voglia di raccontarsi e di lasciarsi camminare. Un intervento enorme e visionario per una metropoli che, apparentemente, dà l’idea di essere tra le meno amichevoli d’Europa con pedoni e ciclisti. In realtà non è mai stato così, ad Atene si cammina e molto, spesso senza rendersi conto delle distanze che si compiono. Non è nemmeno vero che alla città manchino piazze, zone pedonali o aree verdi. Il quartiere di Exarchia, storico vicinato “anarchico” alle spalle del Museo Archeologico Nazionale, così come l’adiacente Kolonaki, rione di redditi alti e ambasciate – le perpendicolari nord-sud del reticolato che racchiude i due quartieri ai piedi del colle del Licabetto li attraversano entrambi, a volte cambiando nome, quasi ad aumentare una distanza che fisicamente non c’è – e ancora il medioborghese e sempre più in voga Pangrati, sono perfetti per passeggiarci e anzi: è impossibile conoscerli se non a piedi, impensabile intascarsi un po’ di Atene senza la sorpresa di vetrine di vecchie sarte accanto a pretenziosi caffè, di bar hipster (va detto: spesso anch’essi un po’ pretenziosi) lambiti da officine meccaniche e vecchie, inossidabili osterie. Come accade per molta Grecia, il fatto c’è, l’accadimento è compiuto, ma ne manca la narrazione. Strano, per la terra che con Omero ha inventato lo storytelling. O forse soltanto coerente: una passeggiata è una passeggiata, un albero un albero e i boschi non sono verticali se non negli appunti scartati di rapsodi di periferia.  Probabilmente la nuova ondata azzurra dell’amministrazione greca, che vede il centrodestra di Nea Dimokratia governare il Paese e la quasi totalità di Comuni e regioni, ha influito anche nelle dinamiche di narrazione.

Lo stadio Panatenaico ("Kallimarmaro"), che verrà così congiunto per via pedonale alla camminata sotto l'Acropoli

Il Progetto del politecnico Metsovio

Ecco quindi la Grande Passeggiata di Atene. Votato con ampia maggioranza dal consiglio comunale di Atene a inizio maggio, il progetto del Politecnico Metsovio di Atene prevede la creazione di un percorso di 6,8 chilometri nel cuore della città, 50.000 mq in più di spazio pubblico libero per cittadini e visitatori, previsioni di aumento di fruizione dei mezzi pubblici con riduzione dei tempi di spostamento. L’opera, la cui conclusione è prevista per il 2022, verrà attuata progressivamente, partendo da azioni pilota e di basso impatto, con l’intento dichiarato di creare un’osmosi tra cittadini e realizzatori. Asfalto colorato, arredo urbano, aiuole corrispondono alla prima fase, mentre la seconda riguarda gli interventi più incisivi, che coinvolgono i grandi viali del centro di Atene, connettendo, secondo logiche di mobilità sostenibile, divieti alle vetture private, creazione di piste ciclabili e aree verdi, da sud a nord la cosiddetta “Vecchia Atene”: da Leoforos (Viale) Regina Olga a salire, allargandosi, fino all’Archeologico, comprendendo il Kallimarmaro, maestoso stadio che ospitò le prime olimpiadi dell’era moderna nel 1896, il “triangolo commerciale” (con vertici sulle piazze Syntagma, Omonia e Monastiraki) e la famosa Plaka. In una fase ancora successiva, si prevede di estendere la Passeggiata fino al Ceramico (Keramikos, area di Technopolis) e l’Accademia platonica. La volontà è chiara e dichiarata: creare il più bel percorso urbano d’Europa, a cui si abbinano processi di reinterpretazione non soltanto del patrimonio culturale materiale, ma anche urbana. Tra i vantaggi dell’opera, i promotori elencano, oltre alla valorizzazione turistica, il cambiamento del modo di “interloquire” con la città; l’introduzione di nuove pratiche di mobilità, specialmente in relazione alla pedonalizzazione del triangolo commerciale ateniese, con forti progressi in termini di ecologia e sicurezza; il miglioramento del prodotto turistico ateniese, ora adeguato a logiche di fruizione verde e più sicure, con facilitazioni quindi nell’accessibilità tanto agli esercizi commerciali quanto a monumenti e musei; aumento della qualità della vita grazie alla possibilità di praticare sport nelle strade libere a mezzi privati, alla maggiore sicurezza di movimento, all’aumento di occasioni socialità. Non ultima, l’attenzione alla prevenzione in caso di epidemia. Il centro così reinterpretato dovrebbe favorire l’abbassamento dell’utilizzo dell’auto e conseguentemente di incidenti. “In Atene larghe contrade”, lo disse Omero tremila anni fa (Odissea, VII, 80)

 

Support Art Workers

Il mondo dell'arte reagisce e si organizza per il post Covid 19. Un movimento spontaneo, Support Art Workers, partito dal basso e cresciuto velocemente nel mondo della cultura greca per rivendicare sostegno, supporto economico e riconoscimento delle peculiarità del lavoro artistico e delle relative necessità.  «Dieci anni di austerità hanno fatto crescere i nostri riflessi, dandoci nuova consapevolezza - riflette Konstantina Karameris, manager culturale, tra i coordinatori delle iniziative - Solidarietà, mutuo aiuto, interventi autogestiti di sostegno sociale sono sorti tempestivi e spontanei con la nuova crisi». Sviluppata sulla piattaforma di petizioni Avaaz, trainata dall’omonimo tag sui social, la campagna, lanciata il 2 maggio, nelle prime ventiquattro ore ha raccolto 25mila firme, raccogliendo adesioni e interventi di supporto anche da parte di alcuni tra i più noti cantanti, registi, intellettuali della scena contemporanea greca (Yorgos Dalaras, Jannis Angelakas, Ioanna Karistiani).  In un attimo, ma come accade spesso nella Grecia dei mille movimenti, si è generata una costellazione di ulteriori azioni , come la “Iniziativa indipendente degli artisti – Coronavirus Response Investment Initiative”, con destinatari i ministri Lina Mendoni (Cultura e Sport) e Ioannis Vroutsis (Lavoro) al fine di rivendicare per il settore culturale parte degli strumenti di finanziamento europei in risposta alla crisi Covid-19, sulla base della lettera dell’unione CWAG (Cultural Workers Alliance Greece), a loro indirizzata e firmata, anche in questo caso, da una moltitudine di artisti, dove si chiedono, tra le altre cose, esenzioni fiscali, assegnazione dei fondi statali per festival e ed eventi culturali approvati prima della pandemia nonostante annullamenti e rinvii e, a lungo termine,  la riforma totale del piano strategico del settore culturale e la creazione del registro nazionale in base alle reali necessità del mondo culturale. La spettacolare manifestazione in piazza Syntagma (Parlamento) del 7 maggio scorso, prima dell’allentamento delle misure antivirus, ha contribuito a rinforzare la grande ondata di sensibilizzazione verso la galassia artistica greca, nella città del teatro insieme primordiale e iper-contemporaneo, che soltanto due mesi fa veniva celebrato dal Guardian come “Triumph from tragedy”,  dalla tragedia della crisi al trionfo.

Naufragio a Eleusi, nave Mediterranean Sky , costa dell'Attica Occidentale, meta  "alternativa" di viaggiatori e ateniesi in gita fuori porta

Fuori e dentro la ciittà

I ventidue chilometri che separano Atene e Eleusi appaiono oggi scollegati dal passato mitico e misterico che ha fatto sorgere la Via Sacra. Fu il barbaro Alarico (che morì a Cosenza, disperdendo nel fiume Crati, secondo la leggenda, il suo tesoro) a profanare e distruggere i luoghi sacri, ponendo fine ai misteri eleusini.

Eleusi – Elefsina nella denominazione contemporanea – conta meno di 30mila abitanti. Eletta capitale europea della cultura 2021, vive, ancora una volta, momento di confusionaria transizione, figlio dei cambi repentini a livello di politica centrale. Dalla grotta di Plutone, rapitore di Persefone, in una splendida area archeologica terrazzata verso il mare, si vedono raffinerie a pieno regime, acciaierie dismesse e un porto sospeso tra timidi tentativi di turismo aperto sull’isola di Salamina e il golfo Saronico. Anche qui, dal basso e con la pragmatica passione greca, i tentativi di creare nuovi modelli di sviluppo non mancano, come testimoniano i progetti MyEleusis e ProsEleusis, legati alla valorizzazione multimediale del patrimonio archeologico, gamification e heritage interpretation portati avanti dalla giovane agenzia Mentor, guidata da Panos Gkiokas. Perché restare? "È come una pozzanghera – ammette Panos – cadi e non riesci a uscirne, ma nemmeno vuoi”.

*Alberto Cotrona è per metà Calabrese, per metà Veneto.

Vive ad Atene. Si occupa di progettazione europea con

il laboratorio Myth EuroMed